Giappone - Maggio 2018

15.06.2018 18:31

Quest’anno per la prima volta abbiamo deciso di affrontare un paese non occidentale e di lanciarci alla scoperta dell’affascinante Giappone. Quindi niente più “comfort” di una lingua che si può leggere ed eventualmente capire e soprattutto uno stile di vita e una mentalità diametralmente opposte alle nostre.

Purtroppo per questione di ferie non abbiamo potuto fare questo viaggio durante il magico periodo della fioritura dei ciliegi (sakura) che di solito è tra fine marzo e inizio aprile. Il nostro viaggio si è quindi svolto a fine maggio, più precisamente partendo la sera del 18 con rientro il 30.

Di grandissimo aiuto alla preparazione del nosto viaggio sono stati anche due blog pieni di consigli utilissimi sul prima e durante il viaggio: Giappone per tutti e Viaggiappone. Ve li consigliamo vivamente per l’organizzazione di un viaggio in Giappone.

Come sempre la prima cosa che abbiamo prenotato sono stati i voli. Se non è la prima volta che leggete il nostro blog saprete benissimo che viviamo vicino Parigi, quindi i voli li abbiamo prenotati da e per Parigi. In più visto che non avevamo nemmeno due settimane sul posto abbiamo preferito prenotare dei voli diretti senza scalo. Alla fine la compagnia che ci offriva i prezzi più interssanti per i voli d’andata su Tokyo e di ritorno da Osaka era Air France: il tutto al costo di 1.516,06€ per noi due con bagaglio in stiva compreso.

Una volta prenotati i voli abbiamo determinato quale fosse il nostro percorso in Giappone: quattro notti a Tokyo, una notte ad Hakone-Gora sotto il Monte Fuji, cinque notti a Kyoto (base per visitare anche Nara e Himeji) e una notte a Osaka. Siamo quindi passati alla prenotazione degli alloggi, fatti tutti come sempre con Expedia con cui ci troviamo benissimo, soprattutto per le prenotazioni fuori zona Euro.

Si è poi posto il problema degli spostamenti in Giappone tra le varie città e soprattutto se prendere o meno il celeberrimo JR Pass: in effetti questo Pass (riservato ai soli turisti stranieri) vi permette di prendere praticamente tutte le linee dei treni e anche qualche metropolitana. Ne esistono di varie durate: 7, 14 o 21 giorni. Il “problema” è che sono abbastanza cari, quindi se non prendete molte volte il treno alla fine rischiate di pagare più caro il Pass che non i biglietti singolarmente sul posto. Un alleato molto utile in questo caso per capire se prendere o meno il pass è il sito Hyperdia: in effetti qui potete avere gli orari dei treni, la stazione e il marciapiede di partenza e arrivo e soprattutto il costo del biglietto. Fatti due conti abbiamo capito che a noi il Pass non conveniva.

Leggendo svariati blog e diari ci siamo anche resi conto che una cosa utile da prenotare fosse il Pocket Wi-fi, in modo da avere la connessione Internet sempre a disposizione. In effetti vari siti propongono la locazione di questo apparecchietto (anche Giappone per tutti): è molto comodo perché ci si possono connettere fino a dieci apparecchi alla volta. Lo si può recuperare all’ufficio postale dell’aeroporto di arrivo o farselo consegnare direttamente in hotel. Noi abbiamo scelto la seconda opzione in quanto arrivavamo all’aeroporto dopo la chiusura dell’ufficio postale. E per riconsegnarlo si ha una busta già affrancata da mettere nella buca delle lettere: praticissimo! E credeteci utilissimo una volta in Giappone! Al costo di 60€ per i dodici giorni di utilizzo.

Per quanto riguarda le guide questa volta ne avevamo addirittura cinque (tutte in francese...)! Tre generiche sul Giappone: la Routard, la Lonely Planet e l’Evasion. Due più piccole e specifiche su Tokyo: la Lonely Planet et la Cartoville. E ci sono state utili tutte e cinque, in quanto si integrano le une alle altre.

In pratica eravamo pronti per partire: mancavano solo le valigie e gli Yen! E invece sorpresa: prima una nostra collega di lavoro esprime il desiderio di andare anche lei in Giappone, quindi le proponiamo di venire con noi e lei accetta con entusiasmo (prenotando rapidamente voli e hotel una volta avute le ferie firmate). E subito dopo una nostra coppia di amici di Pisa (con cui avevamo già viaggiato in Spagna e Portogallo per esempio) ci chiede se ci faceva piacere se venissero anche loro! E così ci siamo ritrovati a partire in cinque!

Qualche giorno prima di partire siamo andati a cambiare i soldi nel nostro ufficio cambi di fiducia a Parigi: circa 850€ in cambio di 107.000¥. Alla fine ci siamo resi conto che forse avremmo dovuto cambiare 1.000€ in quanto non sempre la carta di credito è accettata e in più essendo in cinque i pasti ai ristoranti li abbiamo sempre pagati con i soldi (e in effetti abbiamo ritirato altri 30.000¥ sul posto).

Trovate qui di seguito un riassunto della nostra esperienza giapponese con gli alberghi, i ristoranti e le visite che abbiamo fatto, sperando possa essere utile o di spunto per un vostro viaggio.

Venerdì 18 Maggio

Siamo quindi arrivati al fatidico giorno della partenza, il 18 maggio. Il nostro volo decollava da Parigi Charles de Gaulle alle 23.25, lasciando quindi la possibilità di lavorare senza “sprecare” una giornata di ferie. L’arrivo era previsto a Tokyo Haneda alle 18.20 del 19 maggio. I nostri amici arrivavano con un volo EasyJet a Parigi Orly alle 17.45 e poi trasferimento fino a Roissy.

Riunione all’aeroporto di Roissy di noi cinque. Poi imbarco delle valigie, passaggio della frontiera e dei controlli di sicurezza e attesa al gate dell’imbarco vero e proprio che è stato puntuale e abbastanza efficace.

Sabato 19 Maggio

Dopo un volo tranquillo (e lungo: dodici ore!) atterriamo in orario a Tokyo Haneda (per fortuna l’aeroporto più vicino alla città, l’altro, il Narita, è decisamente più lontano). Passiamo la frontiera: come negli Stati Uniti vengono prese le impronte digitali e la fotografia. Si recuperano i bagagli e si passa la dogana lasciando il formulario riempito in aereo dove si assicura di non portare nulla di fresco. Dopodiché comincia l’avventura vera e propria nella terra del Sol Levante!

Dobbiamo capire come arrivare al nostro hotel: c’è un banco informazioni dove una gentilissima ragazza ci dà una mappa della metropolitana e ci spiega come arrivare al nostro albergo. Subito prima dei tornelli troviamo le macchinette per i biglietti: decidiamo di fare la carta Pasmo. In effetti è una carta che si ricarica con una certa somma (vengono regalati un po’ di Yen ogni volta) e uscendo scala l’importo corrispettivo alla tratta utilizzata. Abbiamo deciso di prendere questa carta in quanto abbiamo visto che è valida anche a Kyoto e Osaka, altre nostre tappe.

Una delle nostre maggiori paure era la metropolitana di Tokyo: ebbene alla fine ci siamo resi conto che non era poi così complicata! Per prima cosa bisogna dire che ogni linea ha un colore e un nome diverso (e ci sono diversi gestori che cambiano a seconda della linea: per fortuna la Pasmo è accettata ovunque!). In seguito sappiate che ogni stazione di metropolitana è contrassegnata con un codice (per esempio G10) oltre che col nome: basta quindi sapere a che fermata si è e a quale si vuole andare per capire la direzione da prendere. Nell’esempio sopra se sono alla G10 e devo scendere alla G14 andrò verso le cifre che aumentano e non verso quelle che diminuiscono. E poi ovunque ci sono scritte anche in inglese e le fermate sono annunciate nelle due lingue (con nome, codice ed eventuali corrispondenze).

In circa quaranta minuti siamo arrivati alla fermata di Shiodome dove era il nostro hotel: il Villa Fontaine Tokyo-Shiodome. In più l’accesso all’albergo si poteva fare direttamente dalla metropolitana! Per le quattro notti passate in questo albergo con colazione e wi-fi inclusi abbiamo pagato 417.67€ (con Expedia). Albergo bellissimo e moderno, personale gentile, camera pulita e abbastanza spaziosa (visti gli standard giapponesi) e colazione a buffet buona (qualche difficoltà nel trovare posto, soprattutto in cinque). Al check-in abbiamo anche recuperato l’utilissimo Pocket Wi-fi (il cui prezzo alla fine è stato diviso tra noi cinque).

Dopo aver disfatto le valigie ed esserci rinfrescati un po’ siamo usciti alla ricerca di un ristorante per la cena, visto che erano passate da poco le 21.00. Vicino l’hotel c’è lo Shiodome City Center, un centro commerciale con molti ristoranti dove faremo molti dei nostri pasti (anche perché siamo in un quartiere affaristico con pochi ristoranti in strada). La nostra scelta (quasi obbligata perché il centro commerciale chiude alle 22 e molti ristoranti non accettavano più clienti) cade su un ristorante che scopriremo fare cucina singaporegna, l’Hainan Chifan (Higashishinbashi, 1 Chome−5−2). Mangiamo degli ottimi piatti a base di riso e pollo molto piccanti con birra (sarà quasi sempre la giapponese Asahi) e thé verde spendendo in cinque 10.410¥ (circa 80€, il conto più alto di tutte le vacanze, quindi circa 16€ a persona).

Stanchi, con il fuso orario (+7 ore rispetto all’Italia) e con la pancia ben riempita torniamo in albergo a dormire.

Domenica 20 Maggio

Dopo un notte tranquilla che ci ha rimesso in forma dalla lunga giornata precedente ci ritroviamo per la colazione in hotel: un buffet con ampia scelta di prodotti dolci e salati (sia caldi sia freddi). L’unico difetto è che la sala (come spesso succede in questi grandi alberghi) è troppo piccola per il numero di persone che fanno colazione. E trovare posto per cinque persone vicine è un po’ un’impresa. Ma tant’è...

Il programma di oggi prevede una giornata alla scoperta di due dei grandi quartieri di questa immensa città (13 milioni di persone all’incirca, senza calcolare l’hinterland...): Asakusa e Ueno.

Il primo impatto con la città è che sembra pulitissima e ordinatissima: in effetti lungo tutto il nostro soggiorno difficilmente vedremo una cartaccia per terra (soprattutto a Tokyo) e in più trovare un cestino è praticamente impossibile. Evidentemente riportano gli eventuali rifiuti a casa! La cosa ci colpisce ancor di più vista l’immensità della città e il numero spropositato di persone che vi circolano. Per ora non ci è mai capitato di vedere una città così grande e così pulita (e ordinata). E praticamente senza traffico!

Prendiamo la metro e arriviamo al quartiere di Asakusa, dove visiteremo per prima cosa il celebre tempio di Senso-ji con l’immensa porta e la lunga via (il Kaminarimon) costellata di piccoli negozi di souvenir e di piccoli stand di street food giapponese. C’è tantissima gente, ma l’ambiente è molto festoso e il tempio notevole. Bellissima anche la pagoda accanto.

Lasciato il tempio ripartiamo verso la Tokyo Sky Tree Tower. Prima di arrivarci attraversiamo il fiume e passiamo vicino l’avveniristica Asahi Superdry Hall con una fiamma dorata sul tetto.

La Tokyo Sky Tree Tower è veramente imponente! Arrivando ci spaventiamo un po’ perché all’esterno c’è una lunga coda per poter accedere a questa attrazione salvo che... ci rendiamo conto che per gli stranieri c’è una fila prioritaria! Decidiamo di prendere il biglietto che porta fino al livello più alto della torre (450 metri) al costo di 4.000¥ (30€) a persona. Saltiamo tutte le file e in pochissimo tempo arriviamo ai due livelli (il primo e più “basso” è a 350 metri...!): la vista è spettacolare! Vi consigliamo veramente di salirci. Purtroppo malgrado sia una bella giornata c’è un po’ di foschia all’orizzonte e non riusciamo a vedere il Monte Fuji (che per noi rimarrà una chimera...).

Una volta scesi si è fatta ora di pranzo: sotto la torre c’è un centro commerciale con una grande food court. Decidiamo quindi di pranzare qui. La nostra scelta cade sul Miyatake Sanuki Udon (Oshiage, 1 Chome−1−1-2): mangiamo un’ottima zuppa di udon e della tempura spendendo 1.630¥ (poco più di 12€) in due!

Riprendiamo la metropolitana e ci dirigiamo verso il quartiere di Ueno. Per prima cosa andiamo nel Parco omonimo dove visiteremo un paio di templi: il Gojoten Shrine e lo splendido Ueno Toshogu Shrine. Quest’ultimo è a pagamento: 300¥ a persona (poco più di 2€) per poter ammirare (solo all’esterno) questo bellissimo tempio ricoperto d’oro.

Ripercorriamo ancora il Parco e uscendo da un’altra parte lungo il bel laghetto arriviamo dopo circa trenta minuti a piedi a un altro bel tempio: il Nezu-jinja shrine. Questo tempio è immerso in un altro bel parco. Una cosa che ci colpisce molto è la spiritualità e l’emozione che si prova quando si assiste alla preghiera dei fedeli.

Dopo un breve viaggio in metropolitana ci accingiamo a raggiungere la prossima meta: i giardini di Koishikawa Kōrakuen. Alla stazione della metro non riusciamo a capire quale uscita prendere... e una signora ci chiede in inglese se abbiamo bisogno d’aiuto. Dopo averle detto dove vogliamo andare ci pensa un attimo e... si gira e ci dice “seguitemi”: riprende le due scale mobili da dove era arrivata, esce dalla stazione e ci indica la strada da fare. La ringraziamo tantissimo e capiamo che la tanto famosa gentilezza dei Giapponesi non è un mito. Incredibile! Purtroppo quando arriviamo ai giardini ci rendiamo conto che hanno appena chiuso...sarà per la prossima volta! Perché ci sarà sicuramente una prossima volta...

Riprendiamo la metropolitana e arriviamo in una zona completamente diversa: Akihabara. In effetti questo è un quartiere modernissimo dove trovate tantissimi negozi di elettronica, di manga e di souvenir. E migliaia di insegne luminosissime e animate. Sicuramente un altro aspetto interssante di questa bella capitale.

Torniamo in albergo per riposarci un po’ prima di uscire per cena. La cena decidiamo di farla in un altro coloratissimo e luminosissimo quartiere: Shinjuku. Per prima cosa bisogna riuscire a uscire dall’immensa stazione omonima e capire dove andare: vi assicuriamo che non è impresa facile! Una volta usciti scorgiamo una piccola via con dei piccoli locali tipo birreie dove si può bere e mangiare rapidamente: le izakaya. La nostra scelta cade sulla Daikokuya (Shinjuku-ku, Nishishinjuku, 1 Chome−2): mangiando delle sorta di tapas giapponesi, bevendo birra e thé in cinque spendiamo 6.050¥ (circa 46€). Usciti dall’izakaya ci tuffiamo nella luce di Shinjuku: in confronto Times Square di New York sembra una dilettante!

Stanchi torniamo in hotel pronti a passare un’altra notte di meritato riposo.

Lunedì 21 Maggio

Dopo una notte tranquilla e una buona colazione affrontiamo una nuova giornata a Tokyo. In programma oggi altri due quartieri: Shibuya e Roppongi.

Dopo aver preso la metropolitana scendiamo alla stazione di Shibuya. Qui ci sono due attrazioni particolari: la statua del cane Hachiko e il famoso incrocio con attraversamento pedonale diagonale.

La statua ricorda un cane che accompagnava sempre il suo padrone alla stazione da cui partiva per andare a lavorare, un giorno il padrone morì e non tornò più, ma Hachiko continuò ad andare alla stazione ad aspettarlo (da questa storia ne è stato tratto un film con Richard Gere, ma spostando la storia negli USA). La statua di per se non è un capolavoro, ma la storia che racconta è emozionante (e bisogna fare la fila per la foto, visto il numero di persone che ci sono!).

Il famoso incrocio è a pochi metri: quando lo si vede in televisione sembra essere un incrocio enorme... invece quando ci si trova accanto fa molta meno impressione! In ogni caso lo attraversiamo diagonalmente e andiamo a prenderci qualcosa al famoso Starbucks subito sopra da cui si gode la vista sull’incrocio. E anche questa è fatta...!

Ci incamminiamo verso un’altra strada famosa: la Omotesando. Prima di arrivare facciamo sosta in un simpatico negozio di casalinghi con oggetti che possono esssere considerati souvenir e a un costo interessante: Asoko Harajuku (Shibuya-ku, Jingūmae, 6 Chome−27−8). La Omotesando è la strada dello shopping di lusso di Tokyo. È una bella strada alberata costellata dalle più importanti griffe mondiali della moda. Non potendo permettercene nemmeno una facciamo sosta in un grande negozio di giocattoli, Kiddy Land: cinque piani dedicati a giocattoli, peluche, gadget e tanto altro di Manga, Disney, Peanuts, Hello Kitty, Star Wars... Subito accanto al negozio c’è anche una piccola via molto carina: la Cat Street con piccoli ristoranti e negozietti caratteristici.

Lasciata questa strada ci inoltriamo nel bel Parco di Yoyogi: all’ingresso c’è un impressionante e immenso torii (le porte sacre giapponesi). Il Parco è molto bello e alberato (e visto che fa molto caldo ne siamo molto contenti!). All’interno del Parco si trova un altro stupendo tempio, il Meiji Jingu: il tempio è molto ampio e ci sono molte persone tra fedeli e turisti.

Riprendiamo la metropolitana per arrivare al secondo quartiere della giornata: Roppongi. Appena usciti dalla stazione ci dirigiamo verso Roppongi Hills con il suo altissimo grattacielo, la Mori Tower. Sotto il grattacielo c’è un centro commerciale con vari ristoranti e visto che è ora di pranzo la cosa è perfetta! Scegliamo di mangiare sushi oggi al ristorante Momodori (Minato-ku, Roppongi, 6 Chome−4−1). Prendiamo una barchetta a testa con circa tredici sushi, birra e thé e spendiamo in tutto 6.847¥ (circa 53€): sushi freschissimo e preparato al momento sotto i nostri occhi! E dopo pausa dolce da Cinnabon (Minato-ku, Roppongi, 6 Chome−5−18) con i suoi eccellenti cinnamon rolls.

Da Roppongi Hills si gode una bella vista sulla Tokyo Tower (riproduzione della Torre Eiffel parigina). E decidiamo proprio di fare una bella passeggiata fin sotto questa torre: a noi che viviamo a Parigi fa uno strano effetto, però è molto bella. Continuiamo la nostra passeggiata fino al bel tempio di Zōjō-ji: quello che colpisce maggiormente di questo tempio sono le migliaia di statuine all’esterno vestite di rosso in ricordo e a protezione dei bambini malati o morti prima dei genitori. Veramente particolare!

Torniamo ancora una volta in albergo per riposarci un po’ prima di uscire nuovamente per cena.

E per cena torniamo a Roppongi: in effetti vogliamo vedere anche questo quartiere di sera. Dobbiamo ammettere che rispetto a Shinjuku o Akihabara è meno spettacolare, ma merita ugualmente. Cerchiamo un ristorante, ma spesso sono pieni e alla fine quasi per disperazione andiamo in una sorta di izakaya, ma questa volta rimaniamo un po’ delusi: in effetti il cibo è industriale e scongelato...ma non avendo molta scelta... Spendiamo 7.462¥ (circa 57€) nel peggior ristorante della vacanza: Tonton (Roppongi, 5 Chome−5).

Dopo la cena risaliamo fino a Roppongi Hills da dove ammiriamo la Tokyo Tower illuminata: ancor più bella. Poi decidiamo di salire sulla Mori Tower per ammirare la città dall’alto di notte: il biglietto costa 1.800¥ a persona (poco meno di 14€), ma la vista notturna è mozzafiato!

La serata finisce come sempre in albergo stanchi ma contenti!

Martedì 22 Maggio

Dopo la solita e abbondante colazione inizia la nostra ultima giornata in questa strabiliante città.

La prima meta è proprio vicina al nostro albergo: si tratta del famosissimo mercato del pesce di Tsukiji. Ci arriviamo a piedi in meno di dieci minuti. La prima parte del mercato è costellata da piccoli negozi di souvenir a prezzi interessanti e da molti ristoranti (ovviamente di pesce). Quando si arriva nel mercato vero e proprio non si possono più fare fotografie. Noi arriviamo verso le 9.30/10 del mattino: il mercato chiude alle 11 e infatti alcuni banchi stanno già sbaraccando, comunque l’impressione è di un grandissimo e organizzatissimo mercato. Se vi interessa assistere alle aste dovete arrivare verso le 5 del mattino...noi abbiamo passato!

Lasciato il mercato sulla strada del ritorno siamo entrati nei bellissimi giardini di Hamarikyu. Per entrare si pagano 300¥ (poco più di 2€): i giardini sono stupendi! Un’oasi di pace in mezzo ai grattacieli. Piante e laghetti che danno un estremo senso di pace. Valgono tutti i loro 300¥!

È l’ora di pranzo e visto che siamo in zona andiamo a mangiare al centro commerciale vicino l’albergo. Questa volta la nostra scelta cade su Benitoragyozabo (Minato-ku, Higashishinbashi, 1 Chome−5). La loro specialità sono i gyoza: dei grandi ravioli alla piastra e questi sono veramente indimenticabili! In cinque spendiamo 4.900¥ (neanche 38€).

Dopo pranzo riprendiamo la metro e arriviamo al Palazzo Imperiale. La zona di fronte è un grande giardino con un grande piazzale. Il Palazzo non si può visitare, ma si vede dall’esterno: bianco come la maggior parte dei castelli giapponesi. Si possono però visitare una parte dei giardini: gli East Gardens of the Imperial Palace e in più sono anche gratuiti. I giardini sono molto belli e visto che è molto caldo risulta molto gradevole passeggiarci.

Usciti dai giardini andiamo verso la Tokyo Station attarversando una zona della città che ricorda molto Manhattan con tantissimi grattacieli. La stazione è molto caratteristica, infatti si ispira alla stazione centrale di Amsterdam con i suoi mattoncini rossi a vista. E il contrasto con la modernità della zona intorno è ancor più evidente. Continuiamo la nostra passeggiata fino al Tokyo International Forum: si tratta di un centro congressi modernissimo con un tetto in vetro che ricorda la cocca di un vascello. Impressionante anche questo.

Riprendiamo la metropolitana per finire la giornata in un altro quartiere caratteristico: Odaiba. In effetti Odaiba è costruito su un’isola di fronte a Tokyo ed è caratterizzata da costruzioni molto particolari, come quella della Fuji Tv con la sua grande palla incastrata fra due edifici e da altre attrazioni. Fra queste c’è la riproduzione della Statua della Libertà: complice il fatto che siamo al tramonto l’atmosfera si fa ancor più magica con la Statua e sullo sfondo il Rainbow Bridge e Tokyo. E subito fuori il centro commerciale DiverCity Tokyo Plaza troverete la riproduzione del robot Gundam in scala 1:1, impressionante anche questa!

Riprendiamo infine la metro per tornare in albergo a riposarci un po’ prima della cena. Visto che purtroppo bisogna fare le valigie decidiamo di cenare ancora una volta nel centro commerciale vicino l’hotel. Questa volta la nostra scelta va al Sachifukuya Café (Minato-ku, Higashishinbashi, 1 Chome−5−2), dove mangiamo ancora una volta ottimamente e spendendo in cinque 6.154¥ (poco più di 47€).

Rientriamo in albergo stanchi e tristi, infatti questa è l’ultima notte qui a Tokyo: città che ci ha affascinato tantissimo con la sua modernità e al tempo stesso la tradizione, con la sua pulizia e la sua organizzazione e soprattutto con la gentilezza estrema dei suoi abitanti!

Mercoledì 23 Maggio

Dopo aver fatto per l’ultima volta colazione al nostro hotel facciamo il check-out e con le valigie ci dirigiamo verso la stazione ferroviaria di Shinagawa a poche fermate di metro. Da qui prenderemo per la prima volta il famoso Shinkansen (i bianchi treni giapponesei super veloci) fino a Odawara da dove saliremo ad Hakone-Gora.

Alla stazione dopo un po’ di giri a vuoto arriviamo alla biglietteria dove ci imbattiamo in un bigliettaio con un inglese molto stentato. Riusciamo comunque a fargli capire che siamo in cinque e che vorremmo essere vicini. Il biglietto ci costa 2.050¥ (circa 16€) a persona.

In poco meno di trenta minuti arriviamo a Odawara. Qui in una biglietteria speciale per Hakone (dove parlano perfettamente inglese) ci suggeriscono di fare l’Hakone Pass per due giorni al prezzo di 4.000¥ a persona (circa 31€). In effetti questo Pass comprende i due treni per Gora dove soggiorniamo (sia per l’andata sia per il ritorno), la funicolare, la funivia, il battello sul Lago Ashi e i bus della zona, tutte cose che alla fine faremo e che se avessimo dovuto pagare separatamente ci sarebbero costate più care! Sappiate anche che in questa zona il JR Pass comunque non è accettato.

Salendo purtroppo comincia a piovere (per una volta le previsioni erano giuste...). Dopo il primo treno si passa su un secondo che ha una particolarità: in effetti questo treno sale lungo il pendio della montagna e siccome non era possibile fare delle curve tradizionali in alcuni punti il treno arriva, il conducente scende e passa dall’altro capo del treno per ripartire in senso contrario ma sempre salendo (in pratica un lungo zigzag!).

Arrivati a Gora per raggiungere il nostro hotel (anzi ryokan, i tradizionali alberghi giapponesi), si deve salire ancora a piedi per circa dieci minuti e noi purtroppo lo facciamo sotto la pioggia e con le valigie al seguito. L’albergo, l’Hakone Gora Onsen Yumenoyu (207,78€ per la notte con colazione e wi-fi con Expedia) è proprio come ce l’aspettavamo: all’entrata bisogna lasciare le scarpe in cambio di pantofole tradizionali, gli spazi comuni sono ampi e la camera stupenda. In effetti abbiamo preso la camera tradizionale, con il tatami per pavimento, si dorme sul futon (rigorosamente piegato e riposto nell’armadio), le pareti che separano i diversi ambienti sono in legno e carta di riso e soprattutto sulla nostra terrazza al riparo da ogni sguardo e con vista sulla vallata c’è una vasca da bagno con acqua calda termale privata! E il ragazzo alla reception è estremamente gentile e ci dà tantissimi consigli.

Purtroppo continua a piovere. Decidiamo comunque di prendere la funicolare e in seguito la funivia per salire in cima al monte da dove si dovrebbe, e sottolineiamo dovrebbe, ammirare il Monte Fuji... peccato che il tempo sia pessimo e siamo in mezzo alle nuvole, quindi niente Monte Fuji e niente panorama! Ci consoliamo pranzando al ristorante della stazione della funivia, il Togendai View Restaurant (Kanagawa-ken, Ashigarashimo-gun, Hakone-machi, Sengokuhara), dove prendiamo dei ramen o del curry giapponese pagando in tutto 5.000¥ (poco più di 38€).

La seconda parte della funivia, quella che scende al Lago Ashi, è in manutenzione ed è rimpiazzata da un servizio di bus. Una volta arrivati in riva al lago prendiamo un battello molto colorato che lo attraversa tutto fino a Motohakone. La traversata, malgrado piova ancora, risulta tranquilla e si possono ammirare i bordi del lago e di tanto in tanto qualche torii che spunta dall’acqua. Molto suggestivo.

Arrivati a Motohakone per fortuna smette di piovere, ma il cielo resta grigio e le nuvole sono basse: da qui si dovrebbe avere una splendida vista del lago con sullo sfondo il Monte Fuji, ma niente! Anche questo sarà per la prossima volta!

Ci incamminiamo lungo il lago e in meno di dieci minuti arriviamo al suggsetivo tempio Hakone Shrine. Il tempio “parte” dal lago con uno stupendo torii che vi affiora e poi risalendo lungo una scalinata si arriva al tempio vero e proprio immerso nel bosco. Molto bello.

Per tornare in albergo optiamo per il bus in quanto l’ultima corsa della funivia è alle 17 e non pensiamo di farcela. Lungo la strada piove di nuovo, così come a Gora. Per fortuna questa volta per arrivare in albergo abbiamo gli ombrelli e soprattutto non abbiamo le valigie!

Decidiamo di finire il pomeriggio approfittando della vasca termale privata. Appena si tocca l’acqua il primo riflesso e pensiero è quello che non si riuscirà mai a entrare in un’acqua così calda (42°)! Poi piano piano ci si immerge e alla fine non si vuole più uscire! Veramente rilassante e un toccasana per i nostri muscoli affaticati dopo tanto camminare in questi giorni.

Per cena, ancora una volta sotto la pioggia, usciamo a cercare un ristorante. Tutti quelli segnalati dalle guide e dal ragazzo della reception sono chiusi...e non sono neanche le 20! La nostra caccia continua infruttuosa: sembra che la sera qui non si mangi al ristorante. Sulla via del ritorno verso l’hotel vediamo un locale aperto, l’Hakone Kitchen & Bar (Kanagawa-ken, Ashigarashimo-gun, Hakone-machi, Gōra, 1320-925): entriamo e saremo gli unici clienti della serata! Prendiamo tutti dei donburi al manzo, birra e thé e spendiamo 2.800¥ in due (circa 21€). E il ragazzo è gentilissimo.

Tornati in hotel sperimentiamo anche il futon da preparare (e per dormirci) e tentiamo anche di farci una tisana, ma il bollitore è veramente difficile da capire e tutto è scritto in giapponese! Comunque alla fine stanchi ma soddisfatti ci mettiamo a dormire.

Giovedì 24 Maggio

Dopo la notte passata sul futon (esperienza da provare, ma noi personalmente preferiamo i nostri letti) ci immergiamo di nuovo nella vasca termale: veramente un toccasana da cui non si vorrebbe più uscire!

Andiamo nell’ampia sala per la colazione dove ci riuniamo al resto del gruppo per sperimentare la vera colazione giapponese: pesce alla griglia, riso bianco, alghe secche, zuppa di miso, uovo alla coque, frutta, thé e soprattutto il natto... Ecco qui bisogna fare una piccola parentesi culinaria: a noi la cucina giapponese piace tantissimo! Anche ai nostri amici che non la conoscevano molto è piaciuta... però il natto è qualcosa che si potrebbe riassumere in un solo concetto: immondo! Ma cos’è il natto, vi chiederete voi... Il natto sono fagioli di soia fermentati, che diventano quindi collosi e filamentosi e che bisognerebbe mangiare con della senape e salsa di soia. Immangiabili! Malgrado sembra siano un toccasana in quanto ricchi in proteine e vitamine e contro il colesterolo.

Lasciamo quindi la nostra ryokan e con i due treni riscendiamo a Odawara. Qui alla biglietteria troviamo qualcuno che parla bene inglese e capisce le nostre esigenze. In effetti oggi si va fino a Kyoto ancora una volta in Shinkansen. Il costo del biglietto è di 7.020¥ (circa 54€) e il viaggio dura poco più di due ore. Una cosa che ci ha colpito su questi viaggi in Shinkansen sono i “controllori”: in effetti non controllano nulla in quanto il biglietto si passa al tornello per accedere ai binari e si ripassa uscendo. Controllano che tutto sia tranquillo, ma la cosa eccezionale è che ogni volta che entrano e escono da ogni vagone fanno un inchino ai passeggeri!

Prima di imbarcarci in stazione a Odawara all’Hakone Bakery compriamo degli ottimi tramezzini, dolcetti e dell’acqua per pranzo (1.720¥, 13€ per noi due) in quanto l’arrivo a Kyoto è previsto poco dopo le 14.

Il nostro hotel per fortuna è immediatamente fuori la stazione: l’El Inn Kyoto (400,91€ per cinque notti con wi-fi con Expedia). La stanza è veramente piccola, ma siccome ci si deve passare solo la notte va bene lo stesso e l’importante è che sia pulito.

Il pomeriggio soleggiato lo passiamo scoprendo le prime bellezze di questa antica capitale del Giappone. Per prima cosa in circa venti minuti a piedi arriviamo al tempio di Sanjūsangen-dō (400¥, meno di 3€): la cosa suggestiva di questo tempio è l’esercito di statue in legno. Per poter vedere questo esercito all’interno del tempio bisogna togliersi le scarpe. Molto bello. All’esterno del tempio un gruppo di ragazzini delle scuole medie ci ferma e in inglese ci fa una piccola intervista sul nostro soggiorno, con foto finale. Molto carini!

Sempre a piedi e in circa venticinque minuti raggiungiamo il secondo tempio della giornata, il Tofukuji. Purtroppo arriviamo che sono circa le 16.30 e scopriamo che il tempio chiudeva alle 16! Un vero peccato perché sembra essere molto bello. Un’altra cosa da fare la prossima volta...

Ripartiamo a piedi e in circa venti minuti raggiungiamo uno dei più bei e suggestivi santuari di Kyoto (e forse del Giappone), nonché uno dei più celebri: il Fushimi Inari-taisha. Penso che se siete appassionati del Giappone avrete sicuramente visto delle foto di questo santuario con una fila interminabile di torii rossi (con le preghiere scolpite sopra) a formare delle lunghissime gallerie. C’è tantissima gente e quando iniziamo a percorrere la galleria di torii ci diciamo che così tanta gente rovina la visita. Per fortuna essendo immenso di tanto in tanto riusciamo a ritrovarci soli e a fare qualche foto decente. In ogni caso è notevole.

Rientriamo in albergo con il treno (su cui è valida la nostra carta Pasmo) per riposarci un po’ prima di cena. La stazione di Kyoto è bellissima e ospita vari centri commerciali con diversi ristoranti. Per questa prima cena andiamo a mangiare sushi al Sushi No Musashi (Kyōto-fu, Kyōto-shi, Shimogyō-ku, Higashishiokoji Takakuracho, 8−3): il concetto è quello classico con i piattini di sushi freschissimo preparato sotto i nostri occhi che scorrono su un nastro dal quale ci si serve a seconda dei gusti. Alla fine a seconda di quanti e quali piattini si è preso il sushi si paga (noi abbiamo speso in cinque con la birra e il thé 6.946¥, poco più di 54€, con una media di otto piattini a testa).

Stanchi, ma velocemente vista la vicinanza, torniamo in hotel per passare la notte.

Veneredì 25 Maggio

Il nostro albergo a Kyoto non comprende la colazione, ma avrebbe una convenzione con un ristorante con accesso diretto, però il prezzo di 1.500¥ (11,50€) a persona ci sembra elevato, visto anche quello che spendiamo per gli altri pasti. Decidiamo quindi di andare in stazione e cercare qualcosa. Dopo qualche minuto di ricerca troviamo nel sottosuolo l’Ogawa Coffee (Kyōto-fu, Kyōto-shi, Shimogyō-ku, Higashishiokōjichō), dove alla fine faremo colazione tutte e cinque le mattine. Per questa prima volta prendiamo una formula con caffé lungo, cornetto e yogurt con frutta e in più una fetta del loro cheesecake divisa tra noi due spendendo 1.550¥  (12€ circa). Tutto ottimo e il personale è veramente gentile. In più subito di fronte c’è una specie di panificio dove ci fermiamo a prendere due dolcetti per la giornata (lo faremo tutti i giorni) spendendo ogni volta circa 300¥ (poco più di 2€!).

Il programma di oggi prevede la trasferta a Nara, poco distante da Kyoto. Il costo del biglietto per l’andata e ritorno è di 1.420¥ a persona (meno di 11€) che abbiamo caricato sulla nostra carta Pasmo. Il tragitto è durato circa quarantacinque minuti all’andata perché abbiamo preso un treno express e circa un ora e un quarto al ritorno perché abbiamo preso un treno local.

Arriviamo a Nara con una bella giornata di sole (anche troppo calda...). Ci dirigiamo verso il celebre Parco e per prima cosa ci fermiamo a vistare il tempio Kōfuku-ji, composto da un bel tempio e da una superba pagoda. Sul piazzale si avvicina una signora e ci dice in inglese che è una guida volontaria gratuita e se siamo interssati a dieci minuti di spiegazione: come dire di no? In più è stato molto interessante.

Lasciamo questo bel tempio per addentrarci nel famoso Parco e facciamo immediatamente la conoscenza dei loro celebri abitanti: daini e cervi. Sono così abituati alla presenza dei turisti che si fanno accarezzare come fossero dei cani domestici. In più se si vuole si possono comprare dei biscotti (noi speriamo adatti ai loro stomaci) con cui nutrirli e di cui sono ghiottissimi! Ce ne sono così tanti che alla fine quasi non si fa più caso alla loro presenza.

La nostra tappa seguente sono dei giardini meravigliosi (e gratuiti per gli stranieri!): gli Yoshiki-en. Come sempre questi giardini sono un’oasi di pace e di frescura. Sono divisi in tre zone diverse, di cui la prima con il laghetto è senza dubbio la più bella. Da non perdere!

Andando verso il prossimo tempio passiamo in una zona di Nara molto bella e accanto a un altro bel tempio (ma bisogna fare delle scelte: è impossibile poter visitare tutto!): il Todaiji Kaidando che sembra molto bello e ci prepara alla vista dell’immenso Tōdai-ji vero e proprio!

Il Tōdai-ji è un tempio enorme e se è così grande è perché ospita la statua del Grande Buddha! Prima di entrare facciamo un giro all’esterno del tempio abbellito da un bel laghetto. Anche qui un gruppetto di bambini (delle elementari questa volta) ci ferma e ci fa una piccola intervista in inglese sulle nostre vacanze. E alla fine oltre la foto ci regalano un segnalibro fatto e disegnato da loro! Sarà uno dei nostri souvenir più belli e preziosi!

Per entrare nel tempio bisogna pagare un biglietto di 400¥ (meno di 3€) a persona e onestamente ne vale la pena. Il tempio all’esterno è molto bello con un grande giardino davanti. L’interno è tutto in legno e abbastanza austero, ma la statua del Grande Buddha è veramente impressionante, così come le altre grandi statue al suo fianco che rappresentano le altre divinità.

È ora di pranzo quando usciamo e andando di nuovo verso il Parco si incontra una serie di negozi di souvenir e tra questi troviamo anche un ristorantino di udon (caldi o freddi a scelta): il Syokudo & Teishoku (Nara-ken, Nara-shi, Kasuganochō, 23-3) alla fine in cinque spendiamo 4.900¥ (neanche 38€).

Riprendiamo la nostra visita attraversando di nuovo il Parco e arriviamo al Santuario di Kasuga Taisha, questo santuario è famoso per tutte le lanterne che lo decorano: veramente impressionante, ma questa volta non entriamo, ci accontentiamo di vederlo dall’esterno.

Ripartiamo verso la stazione attraversando di nuovo il Parco all’ombra dei suoi magnifici alberi e incontrando ancora i suoi numerosi cervi e daini. Riprendiamo il treno e torniamo a Kyoto dove andiamo in albergo a riposarci un po’ prima di cena.

Cena ancora alla stazione, più precisamente al centro commerciale Eat Paradise. Scegliamo il ristorante Tonkatsu Wako (KyotoKyotoShimogyo Ward, Higashishiokoji Kamadonocho) che come indica il nome è specializzato in tonkatsu: una sorta di cotoletta di maiale. E dobbiamo dire che erano eccellenti, così come la loro salsa barbecue fatta in casa. Spendendo in cinque 8.208¥ (63€ circa).

Dopo la cena siamo saliti all’ultimo piano della stazione da dove si ammira il panorama di Kyoto di notte con la sua coloratissima Kyoto Tower subito di fronte la stazione. E non perdetevi la grande scalinata che fa giochi di luce e musica: molto affascinante, si passerebbe tutta la serata ad ammirarla! E invece siccome siamo stanchi si torna in albergo.

Sabato 26 Maggio

Dopo un’altra notte di meritato riposo andiamo in stazione dal nostro fido Ogawa Coffee per la colazione: questa volta optiamo per la formula con cappuccino invece del caffé lungo e un dolcetto al costo di 1.460¥ (poco più di 11€ per tutti e due). E in più il cappuccino è ottimo, come quelli italiani! Poi pausa al panificio per i dolcetti (kashipan).

Partiamo alla scoperta di altre zone e templi di Kyoto. Prendiamo un bus, il 101, che scopriamo essere un express (dove la nostra Pasmo è valida), solo che passa davanti alla nostra prima tappa, il tempio Daitoku-ji, senza fermarsi lasciandoci invece davanti la seconda tappa, il Kinkaku-ji. Quindi a piedi in circa venti minuti torniamo al Daitoku-ji.

Questo tempio è molto vasto e più correttamente si tratta di un complesso di templi immersi in una zona verdeggiante e pedonale. Si possono visitare solo alcuni templi e sono a aperti a rotazione. Siccome l’ingresso nei diversi templi è a pagamento scegliamo di entrare nel più importante, quello che porta lo stesso nome del complesso, il Daitoku-ji (400¥ a persona, meno di 3€): il tempio è relativamente piccolo (bisogna levarsi le scarpe), ma molto belli sono i giardini secchi (nel senso che sono cosparsi di ghiaia e soprattutto rocciosi, con poche piante) e notevoli le pareti interne decorate.

Torniamo al Kinkaku-ji con l’autobus 12. Questo è uno dei templi più famosi di Kyoto insieme al Fushimi Inari: è anche conosciuto con il nome di Padiglione d’Oro. E come al Fushimi anche qui c’è tantissima gente, soprattutto turisti. L’ingresso è a pagamento (anche qui 400¥ a persona, meno di 3€), ma ne vale sicuramente la pena. Il tempio è completamente ricoperto d’oro e si specchia in un laghetto attorniato da un bellissimo giardino. Peccato ci sia circa un milione di persone con noi e che il cielo purtroppo è grigio, stemperando un po’ l’effetto che si deve avere con un bel cielo blu. Ma in ogni caso a noi è piaciuto veramente molto!

Usciti dal tempio andiamo a piedi verso la terza tappa della giornata, ancora un tempio, il Ryōan-ji che raggiungiamo in meno di trenta minuti.

È ora di pranzo e cerchiamo un ristorante, impresa non facile vicino al tempio perché sembra non essercene... alla fine troviamo un po’ nascosto un piccolo ristorante a gestione familiare, il Chikurin no Sato (Kyōto-shi, Ukyō-ku, Ryōanji Ikenoshitachō, 5-3). I proprietari sono due adorabili anziani che fanno di tutto per farsi capire e spiegarci le cose. Alla fine mangiamo del curry (con riso e udon) e con birra e thé spendiamo in cinque 5.580¥ (circa 43€).

Dopo pranzo entriamo al tempio Ryōan-ji (ancora una volta 400¥ a persona, meno di 3€): il tempio all’interno è molto bello (visita senza scarpe), tutto in legno con pareti decorate e ancora una volta il giardino secco è il punto forte. Il tempio è anche circondato da un bellissimo parco con un bel laghetto.

Decidiamo quindi di prendere dei treni cittadini per raggiungere Arashiyama, dove sorge la famosa foresta di bamboo. La foresta è veramente impressionante, la si attraversa tranquillamente con un sentiero asfaltato, peccato che anche qui ci sia il solito milione di persone... Ma ci sono anche molte persone che indossano i kimono e yukata rendendo la visita ancor più suggestiva.

Torniamo in albergo col treno per riposarci un po’ prima di cena. Ancora una volta torniamo alla stazione e al centro commerciale Eat Paradise. Inizialmente volevamo mangiare yakitori (i loro spiedini di carne): trovato il ristorante ci dicono che bisogna aspettare quindici minuti, quindi ci sediamo fuori in attesa (fuori tutti i ristoranti ci sono spesso sedie per far accomodare chi aspetta il turno...), salvo che dopo dieci minuti ci annunciano che l’attesa potrebbe salire a un’ora! Un po’ indispettiti da questo atteggiamento decidiamo di cambiare menu e ristorante! Sarà tempura al Tenichi (KyotoKyotoShimogyo Ward, Higashishiokoji Kamadonocho): qui ci accolgono subito senza dover aspettare. Il locale è molto bello e ampio. E la tempura eccezionale. In cinque spendiamo 7.696¥ (poco meno di 60€).

Dopo aver assistito di nuovo allo show sulla scala della stazione torniamo in hotel a dormire.

Domenica 27 Maggio

Colazione ancora all’Ogawa Coffee: questa mattina solo la formula cappuccino con cornetto e yogurt, il tutto a 1.380¥ (poco meno di 11€ in due).

Prendiamo il bus numero 12 che ci lascia di fronte alla prima tappa della giornata, il Castello Nijō. L’ingreso costa 600¥ (circa 4.50€ a persona), ma è molto bello. L’interno è tutto in legno (bisogna togliere le scarpe all’ingresso), con pareti splendidamente decorate. L’esterno è immerso in un grandissimo parco con diversi settori tutti differenti e belli.

Finita la visita del Castello riprendiamo la metro per arrivare alla seconda tappa della giornata: il Palazzo Imperiale. Qui la visita è gratuita e solo all’esterno, ma l’imponenza del Palazzo è comunque notevole. E soprattutto i suoi giardini sono veramente molto belli, si passerebbero delle ore solo a contemplarli!

Abbiamo un po’ di problemi per capire dove e quale autobus prendere per andare alla tappa seguente. Alla fine troviamo la fermata e l’autobus, questa volta il 203, per arrivare all’inizio del Philosopher Path.

È ora di pranzo, quindi per prima cosa cerchiamo un ristorante. Alla fine decidiamo di entrare al Daigin Shokudo (Kyōto-shi, Sakyō-ku, Jōdoji Higashidachō), dove mangiamo ancora una volta molto bene diversi piatti giapponesi e dove alla fine con birre, thé e bibite spendiamo in cinque 5.200¥ (circa 40€).

Subito dopo il ponte Ginkakuji-bashi c’è una zona con molti negozi di souvenir che ci attirano. Finito lo shopping riattraversiamo il ponte e iniziamo la bella passeggiata sul Philosopher Path, che faremo interamente in circa un’ora, fermandoci anche al suggestivo tempio di Otoyo Shrine, dedicato agli animali.

Andiamo verso la stazione della metro passando davanti a un altro bel tempio, il Nanzen-ji, senza però entrare a visitarlo.

Con la metro raggiungiamo un’altra zona della città, con due quartieri caratteristici: Pontocho e Gion. Il primo ha delle casette caratteristiche che si affacciano sul fiume riconvertite in bar e ristoranti. Sulla riva del fiume ci sono tantissimi giovani che chiacchierano e bevono. Ci inoltriamo lungo la stradina dove ci sono gli ingressi di questi locali: molto carina e caratteristica.

Riattraversiamo il fiume e entriamo nel caratteristico quartiere di Gion, uno dei quartieri più tipici e con una bella serie di casette in legno molto carine. Siamo assetati e stanchi, quindi entriamo in un caffé a bere qualcosa, il Coffee Shop Noen (Kyōto-shi, Higashiyama-ku, Gionmachi Minamigawa, 571). Riposati riprendiamo la visita di questo bel quartiere e delle sue caratteristiche vie, soprattutto l’Hanamikoji Dori e la Shinbashi Dori. Veramente tipiche e belle.

Stanchi dalla lunga giornata prendiamo un autobus, l’86, per tornare alla stazione e in hotel a riposarci un po’ come sempre prima di cena.

Per cena torniamo alla stazione, ma questa volta cambiamo centro commerciale, andiamo al Porta e  più precisamente al ristorante Machia (Kyōto-shi, Shimogyō-ku, Higashishiokōjichō), specializzato in okonomiyaki, cioè una sorta di frittata cotta al momento con tantissimi ingredienti (non è esattamente una frittata ma non è facile descriverla). Ci sediamo al tavolo e davanti a noi c’è una grande piastra che occupa quasi tutto lo spazio. Una volta ordinato servono gli okonomiyaki già preparati che piazzano sulla piastra per tenerli caldi. Ottimi. E in cinque con le birre  e il thé abbiamo speso 4.664¥ (circa 36€).

Stanchi e soddisfatti torniamo in hotel per passare la notte.

Lunedì 28 Maggio

Dopo la solita colazione con cappuccino, cornetto e yogurt all’Ogawa Coffee (1.380¥, poco meno di 11€ in due) e l’acquisto dei dolcetti al panificio prendiamo il treno per Himeji, dove visiteremo il famoso Castello.

Con lo Shinkasen ci si mette quarantacinque minuti al costo 3.000¥ a tragitto a persona (circa 23€), con il treno rapido normale ci vouole quasi un’ora e mezza ma al prezzo di 1.400¥ a tragitto a persona (poco meno di 11€). Chiaramente non avendo fretta (a Himeji c’è solo il Castello e un giardino da visitare) decidiamo di prendere il treno rapido normale.

Arriviamo quindi a Himeji e dalla stazione già si vede il Castello bianco in lontananza che domina la città! Bellissimo, peccato che anche oggi il cielo sia grigio, perché con un bel cielo blu di sfondo dovrebbe essere magnifico!

Man mano che ci avviciniamo l’imponenza e la bellezza di questo Castello ci impressionano sempre di più. L’ingresso è a pagamento. Noi prendiamo il biglietto che per 40¥ in più (0.30€) permette anche la visita degli stupendi giardini di Koko En Garden, proprio accanto al Castello. Il prezzo di questo biglietto è di 1.040¥ (circa 8€). Se presi separatamente il Castello costerebbe 1.000¥ (circa 7.80€) e il giardino 300¥ (poco più di 2€).

L’interno del Castello (il solo originale mai distrutto da incendi, terremoti o bombardamenti in tutto il Giappone) è magnifico, con tutta la struttura interna in legno: pareti, scale e quant’altro. Sappiate che il Castello si sviluppa su sei piani (e bisogna togliersi le scarpe) e le scale per salire (e soprattutto scendere) sono ripidissime. Alla fine eravamo sfiniti! Ma soddisfatti...

Come detto dopo la visita del Castello siamo andati ai Koko En Garden raggiungibili in nenache cinque minuti a piedi. Questi giardini sono bellissimi e in effetti sono una serie di tredici giardini a tematiche diverse. Uno più bello dell’altro.

All’interno del giardino c’è un bel ristorante con una grande vetrata su un bellissimo laghetto, il Kassui Ken (Hyōgo-ken, Himeji-shi, Honmachi, 68). Qui mangiamo l’unagi...che in italiano è il conger... lo sappiamo, non vi aiuta molto...e in effetti anche noi eravamo in difficoltà! Alla fine scopriamo che il conger è una sorta di mega anguilla. A noi l’anguilla non fa impazzire, quindi decidiamo di prenderla in tempura (è proposta anche alla griglia) e dobbiamo dire che in tempura è molto buona, sembra un qualunque altro pesce! In cinque con birra e thé spendiamo 7.940¥ (circa 62€), ma in un quadro stupendo.

Come detto la visita del giardino si rivela bellissima. Soprattutto il primo giardino dopo il ristorante è eccezionalmente bello. Ma ce ne sono anche altri notevoli. E all’interno della struttura che ospita il ristorante c’è anche una bella esposizione di bonsai: eccezionalmente belli perché ricavati da azalee in fiore di tutti i colori.

Dopo la visita del giardino torniamo in stazione per riprendere il treno che in circa un’ora e mezza ci riporta a Kyoto dove andiamo in hotel a riposarci come sempre prima di cena.

Cena di nuovo al centro commerciale Porta alla stazione di Kyoto. Alla fine la scelta cade su Shishen Sakan (Kyōto-shi, Shimogyō-ku, Higashishiokōjichō), dove mangiamo buoni yakisoba a base di salsa teriyaki per 5.200¥ in cinque (circa 40€) con bibite incluse.

E così anche l’ultima sera a Kyoto finisce in albergo, dove dobbiamo preparare le valigie: infatti domani si va a Osaka.

Martedì 29 Maggio

La mattina ci svegliamo e andiamo a fare per l’ultima volta la nostra colazione al nostro Ogawa Coffee: questa volta alla formula col cappuccino aggiungiamo di nuovo una fetta del loro cheesecake, il tutto a 1.770¥ (poco meno di 14€) per noi due.

Facciamo check-out e ci dirigiamo in stazione per andare a Osaka. Anche oggi prendiamo il treno rapido normale che ci porterà a Osaka in poco meno di mezz’ora al prezzo di 560¥ a persona (poco più di 4€) privilegiandolo allo Shinkansen che non è diretto per la stazione centrale di Osaka, quindi bisogna cambiare a Shin Osaka e che impiega in tutto circa venti minuti al prezzo di 860¥ a persona (circa 7€).

Arrivati a Osaka lasciamo i bagagli in un deposito (800¥ per una valigia più uno zaino e 600¥ per una valigia sola, quindi circa 6€ e 4.50€ per la giornata). Facciamo anche i biglietti per raggiungere il nostro hotel vicino l’aeroporto del Kansai: il prezzo del biglietto con treno rapido normale è di 990¥ (circa 7.50€) a persona e ci vuole circa un’ora per arrivare alla stazione di Rinku Town.

Prendiamo quindi la metro (anche qui la nostra carta Pasmo funziona) e andiamo verso la prima tappa: il Castello di Osaka. Il Castello è molto bello, anche questo bianco ma con inserti verdi. A differenza di quello di Himeji però questo non è quello originale, infatti a seguito di un incendio è stato ricostruito negli anni 30 del ‘900 (e in cemento...). In ogni caso è molto scenografico anche questo Castello, peccato sempre per il cielo grigio...

Dopo aver attraversato il parco intorno al Castello riprendiamo la metro fino alla stazione di Namba per andare a passeggiare in uno dei più famosi quartieri di Osaka: Dotombori. Già la stazione di Namba è impressionantemente grande, poi uscendo tutto diventa eccessivo!

È ora di pranzo e cerchiamo un ristorante dove mangiare. La specialità di Osaka sono gli okonomiyaki, quindi andiamo alla ricerca di un ristorante specializzato (anche se la giornata è pesante con un cielo plumbeo e l’idea di sedersi davanti una placca bollente non è il massimo...). Troviamo quindi il ristorante Okonomiyaki Dohtonbori Osaka honten (Ōsaka-fu, Ōsaka-shi, Chūō-ku, Nanba, 1 Chome−6): il ristorante è tipico giapponese e questa volta gli okonomiyaki dovremo cuocerli da soli! Per fortuna un cameriere gentilissimo e simpaticissimo ci mostra come fare col primo e poi tocca a noi fare gli altri. Alla fine il risultato non è niente male e questi okonomiyaki sono sicuramente e decisamente più buoni di quelli mangiati a Kyoto! Con birra e bibite alla fine paghiamo in cinque 6.462¥ (circa 50€). E questo pranzo rimarrà impresso per sempre nei nostri ricordi!

Usciamo e passeggiamo in lungo e in largo per Dotombori e le sue tante strade: insegne luminose, in 3D che si muovono, una ruota gigante impiantata su un palazzo ma a forma ovale e tanto altro. E una serie sterminata di gallerie con migliaia di negozi, sia in superficie sia nel sottosuolo: mai vista una tale concentrazione di negozi e persone! Nell’immenso Namba Walk prendiamo qualcosa da bere al  CAFE Eikokuya. Troviamo anche un negozietto con tanti oggettini simpatici da prendere a poco prezzo come souvenir: 3COINS, che si chiama così perché la maggior parte delle cose costa 300¥ (quindi tre monete da 100¥).

Prima di partire prendiamo in uno dei tanti Family Mart (konbini, piccoli supermercati aperti sempre) dei tramezzini e dell’acqua per cena, il tutto per circa 1.200¥ in due (poco più di 9€).

Riprendiamo la metro fino alla stazione centrale di Osaka, recuperiamo i bagagli e aspettiamo il treno: malgrado siano quasi le 20.00 c’è tantissima gente che prende i treni per tornare a casa. E quello che stupisce ancora è che i treni arrivano e partono ogni 2-3 minuti e tutto fila liscio, con un’organizzazione incredibile. Anche qui, come a Tokyo e Kyoto (e ovunque)  per terra ci sono delle linee per dove mettersi in fila per prendere il treno. E tutti le rispettano!

Il treno arriva e si riempie incredibilmente! Noi con le nostre valigie ci sentiamo di troppo! Poi dopo circa mezz’ora di ressa piano piano la gente comincia a scendere e riusciamo anche a sederci!

Arrivati a Rinku Town avevamo prenotato la navetta dell’hotel alle 21.30, che arriva puntuale e in meno di dieci minuti ci porta all’albergo per questa nostra ultima notte in Giappone: l’Hotel Aston Plaza Kansai Airport, 77.81€ con colazione, wi-fi e navetta gratuita con Expedia. L’hotel è abbastanza di base, ma per una notte va benissimo, visto che l’aeroporto dista circa un’ora di treno da Osaka e il nostro volo parte alle 10.30 l’indomani mattina.

Così tristemente andiamo a dormire per l’ultima volta in Giappone.

Mercoledì 30 Maggio

Sveglia presto per poter fare colazione: a buffet con scelta corretta di dolce e salato (sia caldo sia freddo), ma niente di eccezionale.

La navetta è alle 7.30, e puntualmente ci porta in aeroporto in poco più di dieci minuti sotto una pioggia battente.

In aeroporto troviamo la cassetta della posta dove lasciare il nostro fido Pocket Wi-fi, che ci è stato utilissimo soprattutto per utilizzare Google Maps in città, indispensabile per capire dove dover andare. Noi ve lo consigliamo vivamente.

Imbarchiamo le valigie (il check-in l’avevamo fatto all’hotel di Kyoto), passiamo la frontiera (lasciando lo scontrino di Uniqlo, unico negozio dove abbiamo speso più di 5.000¥, poco meno di 40€, per pagare senza IVA) e ci rechiamo verso il gate, non senza spendere gli ultimi Yen nei vari duty free.

L’aereo parte in orario e arriva in orario. La vacanza purtoppo oramai è finita. Si torna tutti a casa...

Cosa dire di questa vacanza? Prima di partire eravamo un po’ preoccupati per la lingua, beh alla fine non abbiamo mai avuto dei veri problemi, tutto è a misura di turista non giapponese: dalle stazioni delle metro ai menu dei ristoranti.

Il Giappone ci è entrato decisamente nel cuore, con tutte le sue contraddizioni: l’iper modernità e la tradizione, il rigore della vita dalla scuola al lavoro e la pazzia di certi quartieri come Akihabara a Tokyo o Dotonbori a Osaka, la riservatezza, quasi timidezza, dei suoi abitanti ma al tempo stesso l’estrema gentilezza e disponibilità nell’aiutarti. E poi la pulizia, l’organizzazione e il rispetto per le persone, le regole e i beni pubblici. Ovunque. Sempre. E rispettati da tutti!

E tutte le loro bizzarrie: i KitKat di tutti i gusti possibili, i wc superelettronici con bidet incorporato e tavoletta che si riscalda (ovunque anche nei bagni pubblici), dove non si può fumare per strada ma è permesso nei pub, le macchinette automatiche che ovunque vendono bibite e altro (e a prezzi stracciati), il modo di vestirsi che va dalla divisa scolastica alle tenute più improbabili, le immancabili mascherine a coprire la bocca e tanto altro che vi lasciamo scoprire.

Un’ultima cosa: si dice che il Giappone sia una meta cara, a noi onestamente non è sembrato poi così caro, soprattutto se confrontato con altre mete turistiche (New York, Parigi, Londra, Amsterdam, tutti i Paesi Nordici e tante altre). Noi siamo riusciti a dormire in buoni alberghi senza spendere delle cifre spropositate (tranne ad Hakone dove ci siamo regalati la onsen privata). Abbiamo mangiato sempre in ristoranti serviti a tavola spendendo pochissimo e mangiando benissimo. Certo arrivarci è lunga e spesso i biglietti costano, ma sul posto si riesce a cavarsela senza rovinarsi (tranne forse i trasporti).

Di sicuro abbiamo voglia di tornare in questo paese, perché alcune cose non siamo riusciti a vederle e altre non potevamo programmarle visto il poco tempo, quindi ci torneremo sicuramente!

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